collezione
  • Venezia 1952

  • Definizione

    manifesto pubblicitario
  • Autore

    Carboni Erberto (Parma 1899 – Milano 1984)
  • Editore

    alma pubblicità
  • Datazione

    1952 – Motivazione cronologica data
  • Tecnica e misure

    offset, 100 x 68 cm
  • Collocazione

    ENIT - Agenzia Nazionale del Turismo, Via Marghera, 2/6 00185
  • strumenti d'artista stilizzati, in primo piano su un fondo con la riproduzione di una incisione antica di Venezia. In alto: le bandiere dei Paesi partecipanti alla Biennale.. Questo interessante manifesto del 1952 creato per la Biennale di Venezia si pone quasi come spartiacque nel percorso della grafica pubblicitaria di Carboni: la forte stilizzazione delle icone sdoppiate (i due strumenti della pittura e della scultura) salda la carta antica di Venezia con il mosaico delle bandiere internazionali, una soluzione compositiva ibrida di razionale equilibrio formale che tradisce l’educazione alle forme del Bauhaus coltivata dall’autore presso lo Studio Boggeri. L’anno dopo, nel 1953, a Milano è possibile vedere da vicino, in una grande retrospettiva, le opere tarde di Picasso, che dagli anni ’40 aveva cominciato a virare il suo linguaggio degli inizi verso le forme assai più mitigate di una figurazione intenzionalmente leggera desunta dalle più antiche ceramiche mediterranee, ed è una soluzione moderatrice che i pittori, gli scultori e gli illustratori italiani adottano subito. Scrive giustamente Marsano (2003), a proposito di Carboni, che la matrice della sua creatività è da cercare nella ’lezione del Bauhaus ( ) nell’astrazione geometrica dei gruppi Cercle et Carré e Abstraction Création (e nelle) conquiste del cubismo sintetico di Braque e Picasso’ (pag. 85). Se si mettono a confronto le realizzazioni più note di Carboni con le soluzioni del Picasso moderatamente ludico è agevole constatare l’influsso determinante della maniera picassiana sulla grafica degli anni ’50 e in particolare su quella di Carboni. D’altra parte anche nella sua produzione di architetto e designer si avverte il passaggio graduale dalle rigide forme strutturali del Bauhaus al design più addolcito degli anni ’50. Carboni è responsabile dell’immagine coordinata della Rai quando nel 1954 la televisione italiana inizia le trasmissioni e quando nel 1957 si impone la forma pubblicitaria disimpegnata di Carosello, uno snodo illuminante per la storia del gusto e del costume italiano del secondo Novecento. (V Oreste del Buono, Album di famiglia della Tv. 30 anni di televisione italiana, 1981). Alla tanta bibliografia reperibile in rete su Carboni si possono aggiungere tre libri di grande interesse che contestualizzano e pubblicano i suoi lavori: 1990. Gian Luigi Falabrino, Effimera & bella. Storia della pubblicità in Italia, ed. Gutenberg 2000 2003. Beba Marsano, XX secolo. I manifesti, Electa 2003. Daniele Baroni, Maurizio Vitta, Storia del Design grafico, Longanesi 2006. Andrea Rauch, capitoli sull’illustrazione pubblicitaria in La Storia dell’Arte, n.19, Electa. Nel 1953 SeleArte, la rivista interdisciplinare voluta da Adriano Olivetti e diretta da C. L. Ragghianti, pubblicava un raro articolo sul Cartellone contemporaneo.

  • documentaria
    Posizione in alto
    Trascrizione “26^ biennale internazionale d'arte”

    titolo
    Posizione al centro, a destra e a sinistra
    Trascrizione “venezia 1952 - 14 giugno/19 ottobre”

    documentaria
    Posizione in basso, lato destro
    Trascrizione “alma pubblicità”

    documentaria
    Posizione in basso a destra
    Trascrizione “ESENTE DA BOLLO / QUESTURA VERONA N. [non leggibile] / PRINTED IN ITALY”

    firma
    Posizione in basso
    Trascrizione “erberto carboni”

    documentaria
    Posizione in basso a sinistra
    Trascrizione “riduzioni ferroviarie”

  • marchio civile ENIT
    in basso a destra
    “La scritta ENIT inserita nello scudo dello stemma italiano, con rami di ulivo e di quercia e sormontato da stella in ruota dentata”

  • Oreste del Buono, Album di famiglia della Tv. 30 anni di televisione italiana, 1981